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Quando la leggenda prevale sulla realtà: la tomba di Giulietta

Dopo aver sfatato le credenze che Romeo e Giulietta abbiano mai veramente abitato a Verona, essendo semplici personaggi letterari, oggi proseguiamo la nostra cinica presentazione del mito degli sfortunati amanti occupandoci della Tomba di Giulietta. Se la Casa di Romeo e quella di Giuletta non sono reali, secondo voi può esserlo la tomba? Ovviamente no!

tomba di giuliettaLa “Tomba di Giulietta” è in realtà un sarcofago scoperchiato in marmo rosso privo di stemmi ed iscrizioni e la sua storia comincia molto tempo fa, all’inizio del Trecento, quando secondo la leggenda a Giulietta venne concessa la sepoltura ecclesiastica, nonostante tale diritto non fosse solitamente riconosciuto ai morti suicidi. Nel Cinquecento la fama dei due amanti di Verona cominciò a crescere e le autorità ecclesiastiche tentarono di eliminare lo scandalo riesumando la tomba e trasformando il sarcofago in un recipiente per l’acqua di pozzo, collocato nei giardini dell’ex convento di san Francesco al Corso gestito dalle Suore Franceschine. Nonostante l’incuria ed un voluto abbandono subiti dal sarcofago, la leggenda continuò a crescere, e la tomba divenne meta di continui pellegrinaggi.

Quando nel 1842 le suore abbandonarono il convento, la tomba era ormai caduta nell’oblio. Il romanziere inglese Charles Dickens, durante una visita al sacello, lo definì come “un abbeveratoio” e fu molto infastidito dal quel suo giacere abbandonato in un orto. Fu solo nel 1937, nell’ambito di una vasta opera di musealizzazione del patrimonio artistico della città, che la tomba venne spostata nel sotterraneo attiguo al chiostro, dove oggi è visitata da numerosi turisti, che sostano silenziosi in questo antro umido, sospirando per un leggendario amore, contrastato e infelice, ma eterno.

Un sarcofago vuoto, senza stemmi o incisioni che ne testimonino l’appartenenza a una qualche famiglia veronese, riesce dunque ad esercitare un fascino incredibile su milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo, perchè storie come quelle di Giulietta hanno da sempre sprigionato un potere ammaliante. In una cripta non è una vera cripta, ma un locale che fu riadattato a tale funzione per rendere tutta la scenografia maggiormente suggestiva, turisti e curiosi si recano ogni giorno, spinti dalla convinzione che in quell’amore letterario ci sia in fondo qualcosa di vero.

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