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Nei dintorni di via Roma altre due meraviglie architettoniche

Oggi terminiamo la settimana dedicata a via Roma e dintorni parlandovi di due strutture nei pressi di Castelvecchio: l’Arco dei Gavi ed il Ponte Scaligero.

arco dei gaviL’Arco dei Gavi


È un monumento architettonico romano fatto erigere intorno alla metà del primo secolo e prende il nome dalla stessa famiglia che lo fece erigere. La sua posizione originaria però non è quella attuale. L’Arco dei Gavi fu infatti eretto lungo la via Postumia, ovvero a soli 150 metri da porta Borsari e venne distrutto dai napoleonici nell’agosto 1805, ufficialmente per ragioni di viabilità. I blocchi che rimasero dalla sua distruzione finirono depositati sotto gli arcovoli dell’Arena, e vennero riutilizzati solamente nel 1932 per essere ricomposti non più nella sede originaria, ma in una piazza a breve distanza, di fianco a Castelvecchio.

Il luogo in cui sorgeva originariamente l’Arco è individuabile grazie ad un rettangolo di marmo visibile sulla carreggiata della strada di fronte al castello.

 

 

Ponte Scaligero

ponte scaligeroMolti di voi lo conosceranno come il ponte di Castelvecchio, ma forse non tutti sanno che questo ponte è ritenuto l’opera più audace e mirabile del Medioevo veronese. Fu realizzato tra il 1354 ed il 1356 sotto la signoria di Cangrande II della Scala in modo da assicurare alla rocca di Castelvecchio una via di fuga verso il Tirolo nel caso di sommosse in città. La robustezza del ponte gli consentì di passare indenne cinque secoli di storia fino a quando, nel 1802, i francesi ne eliminarono le merlature per piazzarvi delle batterie di cannoni, ricostruite dagli austriaci soltanto nel 1820. Il ponte venne poi fatto saltare il 24 aprile 1945 dai tedeschi in ritirata, insieme a tutti gli altri ponti di Verona, e fu ricostruito nell’immediato dopoguerra  insieme ad altri importanti monumenti della città perduti nel corso della seconda guerra mondiale.

I primi lavori iniziarono alla fine del 1945 e videro lo sgombero dell’alveo del fiume Adige dalle macerie, mentre nella seconda fase, iniziata nel 1949, le pietre rinvenute integre vennero ricollocate nella loro posizione originale. Grazie infine allo studio dei cromatismi della pietra, si poté risalire alla cava da cui vennero estratti i blocchi in età medievale, situata nel territorio di San Giorgio di Valpolicella, da cui vennero così cavate le nuove pietre che avrebbero sostituito le originali danneggiate. Il lavori di ricostruzione finirono solamente il 20 luglio 1951.

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